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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

I numeri ignoti di "Correnti": n. 11, aprile 2000 [aggiornato].

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Come detto nel primo post di questa serie, le difficoltà di riproduzione dei vecchi numeri di "Correnti" sono cospicue. In particolare, è attualmente impossibile stampare in forma unitaria la prima pagina, per il suo formato incompatibile con le specifiche della stampante collegata al lettore di microfilm. A parziale compensazione presentiamo lo "smontato" della prima pagina, che comprende: la presentazione dello spettacolo Il Conte di Kevenhüller , da Giorgio Caproni, del quale abbiamo parlato per la sua specifica importanza anche in altra sede (ndr la rivista riporta l'epesegesi di Kevenhuller , senza dieresi); un testo di Ivan Ceruti , personaggio cardinale del Laboratorio teatrale "Il Trovante", che inscenò appunto quello spettacolo al teatro di Romanengo; > > un testo di Tiziano Ogliari , "Caro Caproni," che accostato a quello di Ceruti rivela una convergenza significativa sul tema della lettura nullistica della poesia, come ci p...

Nuovi doni poetici (e altro): Gianfranco Geroldi.

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Dopo aver esordito con Poesia in attesa. Parodie, divertimenti e poesie per i momenti di attesa  (Edizioni del Faro, Trento 2012),  Gianfranco Geroldi continuò il suo percorso, in un felice mix tra espressione, autopromozione e investimento per la brand awareness del suo mestiere, confezionando Poesie concave e convesse (2014, Tipografia 25x35, stampa privata). Il corposo volume era allora espressamente destinato ai soli frequentatori del suo studio, come si vede dal tagliando di terza di copertina (lasciamo perdere come egualmente ci sia stato possibile comprarne una copia, all'insaputa dell'autore, che ci ha in ogni caso donato di persona questo e altri suoi volumi). Con tutto questo, Geroldi non si precluse affatto di scrivere poesia d'impatto, come si vede dalla seguente in anastatica; e, mentre si rimanda ad altro post per un più corposo discorso sull'autore, desideriamo ricordare en passant che Poesie concave e convesse è oggi disponibile sul mercato per ...

I numeri ignoti di "Correnti": n. 10, ottobre 1999.

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  Quasi nessuno ricorda i numeri da 10 a 14 di "Correnti", usciti come sempre su "Punto a Capo" a partire dal numero 10/99 e conclusi sul numero 04/01 del periodico locale. La ragione è che non sono stati raccolti nel sito www.correnti.org (sul quale abbiamo già detto, cfr. il link in chiusura di questo post) e che rappresentano una fase transitoria del programma intellettuale e poetico del Circolo, orientato a passare sul web e in procinto di avviare una nuova ambiziosa fase di quaderni e interventi pubblici. I numeri sono disponibili sul microfilm n. 169 presso la Biblioteca Comunale di Crema. Documentiamo qui allora il numero 10 , nei limiti nei quali è stato possibile con l'anastatica realizzata dal microfilm e con la stampante collegata, e ricordiamo il nostro precedente post sul tema. Una volta completata la rassegna, sarà possibile una riflessione complessiva su questa fase, magari attraverso un post dedicato.

Fuori sacco: Roland Barthes (?!) e la poesia locale

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Un po' per celia (e un po' per non morire...) riprendiamo da Roland Barthes (R. Barthes, Saggi critici , Einaudi, Torino, 1992, "Piccola Biblioteca Einaudi", 174) la distinzione tra una coscienza simbolica, una coscienza paradigmatica e una immaginazione sintagmatica (cfr. ivi, pp. 306-307). La coscienza simbolica "implica un'immaginazione della profondità", per la quale ogni forma scaturisce in ultimo da un Abgrund (un fondo abissale, tanto attrattivo quanto produttivo), un fondo che rimane attivo e potente al di là di ogni struttura storico-sociale contingente. Dà luogo a una poetica dell'espressione. La coscienza paradigmatica invece "è un'immaginazione formale". Opera al livello del significante e delle sue permutazioni possibili; ragiona, dice Barthes, nella logica della struttura. Funziona secondo principi binari: dà corso alla poetica della variazione. Infine l'immaginazione sintagmatica si articola creando ponti tra sist...

Poesia come offerta: Elio Chizzoli, Gian Paolo Guerini, Lina Francesca Casalini Maestri.

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Nel corso delle nostre ricerche sulla poesia locale abbiamo spesso annotato la dimensione raccolta di uno specifico pubblico elettivo intorno a un'autrice o autore (per esempio Malagutti a Montodine, Schiavini a Crema, Pavesi a Pandino etc.; cfr.  addendum  V per Malagutti e Schiavini e  addendum  VII per Pavesi). Il superamento dell'anonimato nel rapporto tra autore e pubblico rappresenta infatti uno degli elementi più interessanti della pratica locale della poesia, nel momento in cui si concretizza in effetti un'idea della poesia come dono , nelle forme del libro, del foglio sciolto, della stampa strettamente privata. Tra gli autori che si muovono in questa dimensione ne presentiamo qui tre, già a vario titolo menzionati nelle nostre incursioni via blog nella città poetica e nei suoi addentellati. Elio Chizzoli , nume tutelare della poesia cremasca, non solo ha realizzato le sue opere fuori da ogni circuito commerciale, donandole sia come estemporanee scritture ...

Poesia in blog: Petite Paulette (aka Paola Vailati)

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Di Paola Vailati (1984) i nostri concittadini ricordano (io personalmente con affetto e riconoscenza) l'attività come assessore alla Cultura nella prima giunta Bonaldi, nonché il ruolo propulsivo in ArtShot . Pochi invece sono consapevoli del suo interessante lavoro come scrittrice e blogger. Ad altra occasione riserviamo un'analisi puntuale del suo La voce di Pandora , firmato con il suo nom de plume di Petite Paulette e scritto con Ed Warner ( aka Marco Degli Agosti),  lavoro poetico a quattro mani del 2012 per Smasher Edizioni , già brevemente menzionato nel primo articolo sulla vicenda della poesia cremasca contemporanea (§6.5). Ci concentriamo qui sul suo blog Petitepaulette's Blog , tuttora disponibile online anche se non più aggiornato, che presenta una vasta gamma di scritture: microracconti , racconti a puntate e poesie , oltre a vari altri progetti (cfr. addendum VI, p. 282, n. 33 ). Le poesie, di varia misura e tema, sono divise tra testi impostati sull'ana...

Tina Sartorio Bassani, Schegge di anima, pro manuscripto, 1988

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  Di Tina Sartorio Bassani (1927-1998) abbiamo avuto modo di scrivere nell' addendum V del nostro percorso di cronaca e apprezzamento della poesia locale recente. Notavamo in quella sede la presenza di taluni suoi scritti presso locali biblioteche non ancora passati nella nuova indicizzazione dei materiali, per cui attualmente irreperibili tramite la ricerca nel catalogo online. Il caso riguarda anche questo suo tipico pro manuscripto , che il lettore curioso può trovare negli scaffali della Biblioteca Comunale di Offanengo, dove sono custoditi i testi di interesse locale. Come si vede, sul dorso del libriccino (uno spillato confezionato dall'autrice e, come in altri casi, accompagnato da una prefazione di Gianni Bianchessi), si trova la fascetta con le indicazioni di catalogo, mentre all'interno, a matita, si legge l'appunto originario della catalogazione: Ciò detto, il testo ha le caratteristiche tipiche della "linea delle poetesse" locali, come descritta n...

Stefana Asnicar, La faccia bianca della luna, Editrice Turris, Cremona 1993

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Stefana Asnicar, a lungo insegnante presso la scuola primaria a Trigolo, è autrice di almeno due libri (o almeno tanti ne abbiamo rintracciati), sfuggiti anch'essi alle ricerche sulla poesia locale degli ultimi anni.  La cosa si giustifica in parte considerando la proiezione prevalentemente cremonese del suo lavoro: infatti de La faccia bianca della luna , che si trova in ben 28 copie del sistema bibliotecario locale, nello spazio strettamente cremasco ci sono esemplari per lo più in collocazioni periferiche (Vaiano Cremasco, Montodine, Casale Cremasco, Pianengo; una copia anche a Offanengo), mentre molto coperta è l'area cremonese ivi compresi paesi lontani della diocesi come Agnadello. A Crema il lettore potrà invece trovare Sarà solo amore , ADAFA, Cremona 2015, che cercheremo di presentare in futuro. Volume corposo (oltre 160 pagine), il testo è illustrato in copertina da Giusy Asnicar, nota in provincia come pittrice e parte attiva di ADAFA. Caratterizzato da frequente inc...

Fuori sacco: pannello per annunci, scalone Biblioteca Civica di Crema "Clara Gallini", fronte ingresso sala consultazione e prestito [aggiornato]

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Il gruppo che abbiamo già documentato ci lascia una poesia di Federico Pesadori, grande classico rispetto al quale non possiamo che rimandare a un nostro intervento cofirmato con Vittorio Dornetti . E hasta la poesía , sempre e comunque... AGGIORNAMENTO: medesima fotocopia all'angolo di via Broletto vs. via XX Settembre, lato sud, vista il 12.01.2026.

Per la navigazione da smartphone: lo hamburger menu

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  Ci risulta che degli oltre mille contatti già registrati sul blog oltre il 90% avvenga tramite Android o iOS, quindi da dispositivi portatili come smartphone o tablet. Queste interazioni sono condizionate dai limiti di visualizzazione di tali dispositivi dovuti alla limitata superficie degli shermi. Nella schermata che apre questo post si evidenzia quanto da qualche giorno forse i meno distratti egli utenti Android/iOS hanno notato sui loro apparecchi: collegandosi al nostro blog, appare un'icona con tre trattini sovrapposti , che gli spiritosi nomenclatori delle interfacce web chiamano hamburger menu . Lo vedete evidenziato, circondato da un rettangolo rosso. Se lo selezionate (non è difficile: basta sfiorarlo col vostro dito preferito, per altre modalità di interazione ci affidiamo agli screen reader o alla vostra fantasia), si apre a scorrimento da sinistra verso destra un menu di pagine e di accesso ai post archiviati e alle relative etichette. Le pagine che via via saranno ...

Gian Paolo Guerini: siamo a metà della trilogia sperimentale

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  Con la pubblicazione di XI-XX (dal primo al senza numero) siamo alla metà della trilogia "più radicale, a questo punto, del XXI° secolo. Un libro che vi toglierà il senno, ridonandovene uno tutto nuovo [Arnaldo Manganelli]". Così si legge a  [dia•foria,   sul sito del prestigioso editore del lavoro di Gian Paolo Guerini , l'artista e performer (etichette per le quali ci odierà) di origini cremasche, timone di questa operazione straordinaria di scrittura sperimentale torrenziale, oltranzista e ironica. Abbiamo avuto l'onore, su suo invito, di poter accompagnare l'opera con una nostra nota in quarta di copertina. Per questo blog ci piace poterla espandere , senza dimenticarci di rinviare il lettore a quanto abbiamo potuto scrivere su Guerini in vari punti del nostro tragitto in "Insula Fulcheria" ( saggio originari o e terzo addendum ), ma soprattutto di indirizzarlo al suo ciclopico sito personale , esso stesso un'ipotesi d'opera di straordina...

Fuori sacco: aforismi di Aldo Spoldi (oh bella ciaO, 1986)

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  Qualcuno ci ha chiesto da dove venisse la frase di Aldo Spoldi citata nel precedente post. Ci tocca quindi fare riferimento a questo libriccino dove l'artista, sotto gli auspici della Commissione Museo del CCSA di Crema, raccolse nel 1986 una serie di testi tratti da presentazioni di sue mostre, o da interventi e conferenze tra il 1978 e il 1986. Il volumetto, prefato da Filiberto Menna, fu tirato in 500 copie da Trezzi in Crema, L'aforisma di cui sopra suona esattamente così: Un libro è costituito essenzialmente da due parti: una parte costituisce il contenuto, il testo, il sacro, il morto. La seconda è la cassa, la copertina. Quale delle due è più importante? Dal 1950 è senz'altro la seconda, la copertina. È senz'altro più bella la copertina! Per il notevole interesse di tante riflessioni di Spoldi per il fare artistico e la semiosi in generale, il libriccino è caldamente consigliabile, potendo porsi anche come stazione di partenza per la conoscenza di questo maestr...

Bernardo Severgnini, Sentieri di vento, Robin Edizioni

Direttamente dal sito dell'editore di questa recente pubblicazione , rilanciamo la curiosa e stimolante raccolta di Bernardo Severgnini (1980), che, come riporta la sua Introduzione al volume, è basato a Vaiano Cremasco, dove è cresciuto, ma la cui formazione rilevante si è svolta a Genova e poi all'estero dove ha svolto un lungo periodo di insegnamento. La raccolta comprende 40 sonetti, alcuni dei quali composti in dialetto cremasco, altri in romanesco o napoletano, ma per lo più in lingua italiana. Ciascuno è presentato e contestualizzato dall'autore. Il montaggio dei testi, il loro rapporto con la presentazione autoriale, la presenza di schemi ritmici rendono difficile l'estrapolazione dei brani da questo concept poetico, per cui questa volta rinunciamo. Temi politici e morali, riflessioni sul destino di ciascuno, senso alto dell'ingiustizia diffusa e incitamento alla fratellanza e al coraggio sono solo alcuni dei temi, insieme al ricordo, all'ironia e al f...