Poesia in blog: Petite Paulette (aka Paola Vailati)



Di Paola Vailati (1984) i nostri concittadini ricordano (io personalmente con affetto e riconoscenza) l'attività come assessore alla Cultura nella prima giunta Bonaldi, nonché il ruolo propulsivo in ArtShot.

Pochi invece sono consapevoli del suo interessante lavoro come scrittrice e blogger. Ad altra occasione riserviamo un'analisi puntuale del suo La voce di Pandora, firmato con il suo nom de plume di Petite Paulette e scritto con Ed Warner (aka Marco Degli Agosti), lavoro poetico a quattro mani del 2012 per Smasher Edizioni, già brevemente menzionato nel primo articolo sulla vicenda della poesia cremasca contemporanea (§6.5).

Ci concentriamo qui sul suo blog Petitepaulette's Blog, tuttora disponibile online anche se non più aggiornato, che presenta una vasta gamma di scritture: microracconti, racconti a puntate e poesie, oltre a vari altri progetti (cfr. addendum VI, p. 282, n. 33).

Le poesie, di varia misura e tema, sono divise tra testi impostati sull'anastrofe di clausole diverse (sintagmi o parole singole), flash di introspezione e osservazione, e strutture narrative più articolate.

Avvertendo il lettore che non tutte le pagine indicate come riportanti poesie effettivamente ne restituiscono subito all'odierna data di consultazione, consigliamo comunque una visita e proponiamo un componimento dell'autrice (non immediatamente reperibile...), auspicando che prima o poi l'aggiornamento del blog riprenda.


QUADRITHLON CURATIVO PER UNA SOPRAVVIVENZA SERENA

1. Ingozzarsi di immagini e parole.
Morderle bulimicamente.
Inebriarsi delle creazioni altrui, prive del dolore generativo.

 2. Ascoltare ritmi che annullino il formicolio della mente.
Ancheggiare di più, per godere delle bave a seguire.
Lasciarsi andare al calore: potrebbe guarire.

 3. Fissarlo negli occhi, ché non è Dio.
Schiena dritta e nessun tremore.
Il ferro, non può essere sfibrato.

4. Ricordarsi che si fanno sempre gli stessi errori, perfezionandosi di volta in volta.
Ricordarsi anche che la Speranza è il virus peggiore.
Cercare di evitarla.

Così, a ripetizione, da mattino e sera.
Fino allo sfinimento.

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