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Varianti di Sidereus Nuncius di Carlo Alberto Sacchi

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Sidereus Nuncius , il poemetto per antonomasia della nostra scena locale, ha avuto come noto varie edizioni ( ne abbiamo già scritto ). Nel proporvi qui l'anastatica dell'originale da "Crema Produce", n. 4 ott.-dic. 1985, pp. 23-25, ci asteniamo dal perfettismo dell'analisi che potrebbe farvi notare, rispetto alle seguenti edizioni, una qualche diversa disposizione delle interlinee, qualche alterazione di minuscole in maiuscole e almeno una variante evidente nell'edizione 2002 ( simolrossa  /  similrossa al v. 17, per quanto prima facie appaia più un refuso). Ci asteniamo perché non sappiamo quanto ci sia, dietro tutto questo, una intenzionale mano autoriale e non un esito del processo tipografico in sé e/o qualche costrizione dovuta al formato pagina. Due sono però gli elementi di interesse, che ci piace sottolineare. Il primo, è che la dedica autografa di Sacchi a Carlo Fayer nella prima edizione poteva sembrare incorporata dalla breve nota di Pier Giorgi...

Sidereus Nuncius: Carlo Alberto Sacchi a Carlo Fayer, 1985 [aggiornato]

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Non troverete facilmente su "Crema Produce" (n. 4, sett./dic. 1985) questo testo. Più facilmente lo troverete su Orme . Comincia così:      Pensa che bello, Carlo:               tu ed io               danzanti marionette              bastarde e senza fili               che usciamo finalmente da ogni Credo               ed andiamo a noverar le stelle               - come amo le immagini dantesche, sempre fiorite               lustranti et belle! -      e, seri seri, sgozziamo Pelizza Stalin Dzugasvilij,      figlio, forse di Giuseppe, falegname da Volpedo. L'illuminista pentito Carlo Alberto Sacchi ha prodotto con questa canzone odeporica il poemetto più affascinante...