I numeri ignoti di "Correnti": n. 11, aprile 2000 [aggiornato].

Come detto nel primo post di questa serie, le difficoltà di riproduzione dei vecchi numeri di "Correnti" sono cospicue.

In particolare, è attualmente impossibile stampare in forma unitaria la prima pagina, per il suo formato incompatibile con le specifiche della stampante collegata al lettore di microfilm.

A parziale compensazione presentiamo lo "smontato" della prima pagina, che comprende:


  • la presentazione dello spettacolo Il Conte di Kevenhüller, da Giorgio Caproni, del quale abbiamo parlato per la sua specifica importanza anche in altra sede (ndr la rivista riporta l'epesegesi di Kevenhuller, senza dieresi);





















  • un testo di Ivan Ceruti, personaggio cardinale del Laboratorio teatrale "Il Trovante", che inscenò appunto quello spettacolo al teatro di Romanengo;


    >
    >
  • un testo di Tiziano Ogliari, "Caro Caproni," che accostato a quello di Ceruti rivela una convergenza significativa sul tema della lettura nullistica della poesia, come ci piace chiamare l'aria di famiglia tra Gian Paolo Guerini, Ivan Ceruti e appunto Ogliari;





































  • una sintetica biografia di Caproni.






















A questo punto la prima pagina, effettivamente ricostruita con i meravigliosi strumenti moderni, ci potrebbe apparire così.

Singolarmente coerente con il nullismo poetico è in questa prima pagina l'assenza di menzione di ogni richiamo concreto al dove e al quando della performance (non che mancasse altrove, o qua e là la sua occorrenza - VEDI AGGIORNAMENTO IN CALCE). Eppure è simbolico, e forse anche più, che il momento effettivo di questo inscenamento (la cui importanza come momento di svolta abbiamo già ricordato, cfr. p. 139 n. 17) non fosse ricordato laddove ce ne era più logica attesa, à la une della rivista che lo annuncia. Mancava anche ogni riflessione sull'andamento di quella performance, of course.

Per questo amiamo i poeti...

Per la comunque ragguardevole coerenza dell'impostazione del gruppo di "Correnti" nella loro lettura come dicevamo nullistica di Caproni, vedi a conferma, recentissimo e davvero interessante, S. Volta, Giorgio Caproni, “Parata” (“Il Conte di Kevenhüller”, 1986) [pp. 222-240], in "inOpera. Esercizi di lettura su testi contemporanei", II, 3, 2024". La poesia di Caproni, davvero intrigante, si può leggere qui, dal consigliabilissimo sito di Gianluca D'Andrea ricordato anche in una delle nostre pagine fisse del menu laterale.

PS. Il resto del numero 11 di "Correnti" (ci esimiamo per ora dalla fatica di una riproduzione completa...) presentava alle pp. 2-3 una selezione di poesie di Caproni,mentre nella p. 4 si trovava un intervento critico di A. Mori su Durs Grünbein (quando di fatto era disponibile soltanto la raccolta a cura di A.M. Carpi per Einaudi A metà partita: poesie 1988 - 1999, traduzione di Anna Maria Carpi, Einaudi, Torino 1999; alcuni testi venivano riprodotti)  e una versione dell'Ode al diencefalo di W.H. Auden.

AGGIORNAMENTO. Su un precedente numero di "Punto a Capo" (a. 24 n. 3, marzo 2000, p. 6) il "Conte di Kevenhuller" (sic) era annunciato per il 31 marzo 2000 presso la Sala del Giubileo della Basilica di Santa Maria della Croce, in Crema, alle 21.00. Non disperiamo di recuperare il manifesto di lancio di altre edizioni della performance.



Commenti

Post popolari in questo blog

"La parola dispersa - Poesia in raccolta": una novità a molte mani di poesia contemporanea dalla scena cremasca! [aggiornato]

Chiara Locatelli, ossimori bipedi (ExCogita, Milano 2021) [aggiornato]

Poeti al di là del libro: V. Groppelli, A. Martinenghi. L.G. Groppelli, G. Geroldi, B. Cottone, R. Paletta [aggiornato]