Gianpaolo Ferrari: l'introduzione a "orme" e il volume in memoriam "Corpo Assente"


Critico d’arte, semiologo, studioso di filosofia e sociologia, antropologia e psicologia (campo nel quale si applicò anche come libero professionista), Gianpaolo Ferrari (1952-2009) fu una delle figure di rilievo anche della storia della poesia cremasca recente.

A lui si deve infatti la curatela della (localmente) celebre antologia orme, una silloge multirappresentativa dove Ferrari riuscì a raccogliere tanto gli autori e le autrici d’occasione, i coriacei e coerenti avanguardisti del nostro spazio culturale, gli autori dialettali vogliosi di misurarsi anche con la lingua nazionale e tanto altro (per orme cfr. il primo saggio sulla storia della poesia cremasca recente).

Di orme la cosa più interessante rimane però l'introduzione, della quale proponiamo un’anastatica. Anche nella recente discussione alla presentazione del volume L’ala del pensiero di R. Paletta è uscito il tema della poesia come forma autoterapeutica, documentazione di un sé che lavora e di un lavoro su di sé: aspetto che certo ci interessa, ma dal quale rimaniamo lontani nella misura in cui riteniamo non solo di incontrare sempre e solo un testo, ma anche e sopratutto un testo mediato dentro una lingua tutt’altro che coinemica. Quanto poi della lingua coinemica possa emergere funzionalmente nella poesia, non possiamo discuterlo qui, ma per la nostra logica interpretativa è certo che non tutte queste emersioni siano anche foriere di testualità opportuna. Ma rimanderemmo qui a un nostro contributo di qualche anno or sono (La città della lingua, in “Scritture”, n. 8, 2017, pp. 4-5, riduzione dell'intervento del 9 aprile 2017 all'Antropologos Festival di Cremona che invece forniamo qui completo).

Detto questo, il lavoro di Ferrari fu essenziale nello scenario cremasco, e ne abbiamo testimonianza dal toccante volume in memoriam dal titolo Corpo Assente. Opere e  testimonianze di 19 artisti per Gianpaolo Ferrari, stampato presso Uggè (Crema) nel 2012, patrocinato dalla Provincia di Cremona e realizzato in collaborazione con il Comune di Crema, il Museo Civico di Crema e del Cremasco e Associazione Tiatiò Luca Scarpellini.

Ferrari rivive nei ricordi di alcune amiche e amici (G. Belluti, S. Merico, A. Mori). Riportiamo il toccante testo di Mori:




Ancor più interessante è la ripresa dalle presentazioni e cataloghi a firma di Ferrari di suoi testi abbinati a opere delle autrici e autori illustrate/i (P. Bandirali. A. Carrara. V. Fidanza, G. Ghezzi. G. Giussani, M. Grisa, F. Groppelli, P. Leone, F.M. Lodigiani., G. Macalli, F. Martinelli, A. Noce, R. Nucara, G. Pezzotti, L. Radici, R. Volpi), voci di una scena intergenerazionale tra Bresciano, Bergamasca, Cremasco e Cremonese che identifica (parte del)l’ampio areale dell'interazione culturale e creativa di Ferrari.

Dal raro volume, disponibile solo presso la biblioteca di Crema ed escluso dal prestito, riportiamo la pagina del frontespizio (dalla quale il titolo è assente, ritrovandosi soltanto sulla copertina), con la dedica a mano presente nella copia presso la Biblioteca Civica di Crema (abbiamo espunto il destinatario),  e un’opera di Gianni Macalli.




Tutte le opere furono esposte presso la sala Agello del Museo di Crema, dall’11 al 26 febbraio 2012, e Corpo Assente ne costituì, di fatto, anche il catalogo in mostra.

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