La Parola Dispersa, cronache dalla presentazione a Poesia A Strappo, 06.09.2026, h. 10:00-11:00 (e una sorpresa).
Alberto Mori ha introdotto riassumendo il disegno del lavoro, con un ringraziamento all'editore e ai soggetti istituzionali cittadini che ne hanno favorito presentazione e diffusione (gradita e puntuale la presenza dell'assessore alla cultura di Crema Giorgio Cardile, che con parole non di circostanza ha sottolineato il tema della cura della parola e del suo valore semantico e comunicativo come proprio non solo della poesia, ma della convivenza civile come tale).
Franco Gallo ha ripreso il tema della natura creativa e modellizzante della poesia, quale costruzione di nuovi pattern interpretativi del reale, e ha rilanciato l'interrogativo sulla possibilità del volume di essere punto di partenza di una ricostituzione della scena poetica su scala provinciale.
Tra i poeti presenti, letture partecipate di Maria Carmen Zoppi, Matteo Gubellini, Gianluca Bissolati, Luciana Groppelli, Lina Francesca Casalini Maestri (che ha anche recitato a memoria famosi versi di F. Pesadori). Presenti anche, direttamente o virtualmente con i loro saluti, le restanti firme dell'ormai ben nota raccolta.
Alberto Mori ha ricordato non soltanto Mariangela Torrisi, alla quale Poesia A Strappo 2026 è dedicata, ma anche (con due attente letture) Clelia Letterini, autrice presente nella silloge, purtroppo scomparsa poco prima della sua uscita.
Per finire la sorpresa annunciata nel titolo: proprio perché i poeti dispersi nell'antologia, auspice Harold Bloom, tra di loro e a distanza si sono per cammini poco trasparenti incrociati e influenzati anche senza conoscersi, è stato relativamente facile costruire montando testi tratti dall'antologia, di autrici e autori molto diversi, un testo unitario di senso compiuto, e a nostro giudizio di interessante qualità poetica.
Lo trascriviamo di seguito, invitando i lettori a individuare gli autori vittime di questo nostro gioco intellettuale, e a leggere che cosa pensa di questo testo, circa la sua attribuzione autoriale, una intelligenza artificiale opportunamente prompted da chi scrive.
Il mare che pensa & l’altro in noi
a sampler from La Parola Dispersa
I. Homecoming
Tornando a casa
la sera d'una giornata stanca
inciampo in una scarpa
all'angolo grigio d'un palazzo
ormai assuefatto al silenzio delle voci.
Una scarpa sola, senza compagna,
la tomaia sfatta, il ventre aperto
dai sassi duri della vita
il cuoio stinto dai marosi oceani di strade
tara d'un piede morso da vento di viaggio.
Ho perso il mio demone
camminando per il quartiere al buio,
oscurato dall’interruzione
della pubblica illuminazione,
questa sera.
Ho perso il mio demone
tanto temuto e ammirato,
mi ha lasciato
scappando con la mia ombra.
Colpevole equivoco
del dimenticare, davanti al passo,
il gesto assassino della parola.
Già è accaduto, nel cammino,
di rivedere la vita sola, ed era solo
soluto pretesto, ma da poco:
rito sfinito d'orizzonte d'attrito
a un pianto atteso soltanto sotteso
con piglio guardingo lo intendo per poterlo
tentando adombrare sottrarre a una rimostranza di scherno
ficcarlo come perno o fiaccarlo allo sterno
su un'asta rimasta appesa e sottesa
aghi inflitti a corteccia come freccia.
II. Dove sei tu
Il mare delle volte
ti restituisce un ragazzo
che non ricordavi,
e lo rivedi vicino all'uomo,
l'uomo e il ragazzo insieme
proprio perché il mare
entrambi li contiene:
dicevi ch’ero io quel prodigio
sepolto d'inverno e non sapevo
come tornare da te a mani vuote
senza fichi né fede
Tu sei dove una terra amica
ricopre il tuo sudario:
tra una coppia di palme
un corso d'acqua gorgogliante
e una cinta di piccole rocce.
III. Concordia discors
“De rerum natura” mistero incomprensibile la vita
si sbriciola lenta e veloce, la neve scende costante
e silenziosa sempre senza mai sapere perché lo fa,
mai pone domande di colorata assurdità, come me
che non so perché so di non sapere dell’infinito,
l’infinito tuo incommensurabile e algido, Leibnitz.
Quante domande e domande Hegel, e Maiakovskj?
tutto, in asintoto, sembra conferirsi a un'assenza
ma mantenersi, per un piccolo costo qui,
nell'insieme del noi, nella concordia discors della presenza:
il mondo del mondo, la carne della carne,
il pensiero del pensiero, tutto è genitivo;
l'altro dell'altro, che pensa in noi, a noi, di noi.
[FG sampled & remixed]

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