"Lüs dal dialèt cremasch" fa luce anche sulla poesia in lingua: la nuova antologia curata da Graziella Vailati



Lüs dal dialèt cremasch. Testi commentati di poeti del Novecento (Fantigrafica, Cremona 2026, ISBN 979-12-5768-018-3) è un volume di Graziella Vailati che riprende i suoi interventi su CremonaSera, spazio al quale abbiamo dedicato una pagina fissa del nostro blog.

Il volume ha trovato il sostegno della BCC Caravaggio e Cremasco e il patrocinio del Gruppo Antropologico Cremasco. La grafica di copertina è di Gregorio Ghisetti. Il volume è impreziosito da riproduzioni fotografiche di Luigi Aloisi, tratte dal suo Luci della città (Gagio Edizioni, Roma 2025).

Vailati antologizza dieci autori del vernacolo locale (Don Angelo Aschedamini, Marì Schiavini, Luisa Agostino Capoferri, Piero Erba, Annibale Carniti, Gianni Baroni, Tina Sartorio Bassani, Carlo Alberto Sacchi, Clelia Letterini e Francesco Edallo), delle/dei quali numerose/i, anzi la maggior parte, hanno anche una parallela, spesso più cospicua, produzione in lingua italiana, talvolta (come nel caso di Sacchi, Baroni e Agostino Capoferri) anche nelle forme delle prosa.

Già questo elemento sarebbe sufficiente a rendere di interesse l’opera per i nostri fini. Di rilievo però è anche l'impostazione del lavoro in sé stessa: Vailati non si è limitata a raccogliere testi in dialetto delle/dei menzionati/e, ma li ha proposti in una sequenza che, per ciascuna/o di loro, viene ricondotta alla specifica vicenda biografica e a tratti della personalità e dell’indole umana.

Come tale, il volume sarebbe un utile accompagnamento anche nella lettura dei loro contributi in lingua, laddove i nostri più esigui medaglioni in “Insula Fulcheria” e su questo blog tentano invece di fermarsi prevalentemente al livello del testo e degli elementi culturali e formali che esso suggerisce.

Un aspetto doppiamente stimolante si trova in una considerazione avanzata in un breve scritto introduttivo da Vittorio Dornetti (anche il suo sito Internet è uno staple fisso del nostro blog). Nel riportare l’attenzione sul lavoro svolto a suo tempo da C.A. Sacchi e proprio da Vailati, egli lo riconnette con quanto andiamo facendo noi da tempo (e a ciò più volte lo stesso Dornetti ha collaborato), sottolineando di fatto la necessità di un approccio unitario allo studio della scena locale della lettura e scrittura (cfr. p. 11).

Crediamo che ciò si possa e si debba fare solo multidisciplinarmente e con l’apporto di competenze diverse, e che la sede opportuna sarebbe uno spazio web specifico da gemellare con la preziosa raccolta del Centro della Poesia Cremonese presso la biblioteca di Grumello Cremonese e Uniti.

Ci sentiamo di lanciare pertanto questa proposta ai diversi soggetti interessati alla ricerca sulla cultura locale o istituzionalmente preposti alla sua documentazione e al suo studio, presentando anzi in questo piccolo documento un’idea delle aree tematiche da studiare e del profilo del lavoro di ricerca.

Detto questo, è opportuno tornare alla silloge curata da Vailati per sottolinearne due aspetti di particolare interesse: l’ampia raccolta di testi di Tina Sartorio Bassani, autrice quasi soltanto di pro manuscripto difficilmente reperibili e l’attenzione riservata a Gianni Baroni, personaggio seminale della piccola, vivace cerchia poetica montodinese (nei nostri saggi cfr, rispettivamente gli addenda VVII). Speriamo di invogliarvi, pertanto, alla consultazione di questo testo, al quale vi introdurranno anche altri testi di prefatori distinti e attenti, come G. Merigo (Presidente BCC Caravaggio e Cremasco), E. Benzi (Presidente Gruppo Antropologico Cremasco), A. Grassi (giornalista, scrittore, sindaco di Casale Cremasco).

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