L'ossigeno poetico di Anna Martinenghi




 


O2.Ossigeno (Giovane Holden Edizioni, Viareggio 2022) è un volume poetico della scrittrice di Soncino Anna Martinenghi, spesso presente anche nella nostra città. Il libro, prefato da Carlo Turati, è introdotto poi dalla stessa Martinenghi con chiari riferimenti all'allora appena prossima uscita dall'emergenza pandemica, e riflette l'esperienza della crisi di ossigeno, figurata e purtroppo come sappiamo anche luttuosamente reale, che molti hanno vissuto e che non ha risparmiato la poesia.

Presentato dall'autrice  nella sua introduzione autografa come scelta "fra tutte le parole scritte in questi mesi fragili" di "quelle che contengono tracce di speranza" (p. 12), l'opera non ha però nulla di diaristico o di episodico, costruendosi attorno ad alcune percepibili scelte formali che ne fanno, compattamente, un libro.

Delle 45 composizioni, infatti, ben più della metà ha un'impalcatura fatta di precise strutture iterative, per lo più anafore, delle quali diamo alcuni esempi. In questa Ossigeno, in apertura, p. 15, le sei strofe sono aperte da due sole parole, Ossigeno (x2) e Respiro (x4).


La successiva Fosse per me (p. 16) si articola in quattro strofe, tutte aperte da parole inizianti con la F, e con la ripetizione per tre volte al loro primo verso della clausola Fosse per me.



Alle pp. 17-18 Null'altro occorre apre tutte le sue cinque strofe con una medesima formula di congiuntivo in funzione di imperativo di terza persona.


Analogamente ne Il guscio, p. 23, le cinque strofe di aprono ciascuna con un indicativo presente alla prima prima persona singolare, componendo anche una figura chiasmica e una climax di pensiero (Ho bisogno / Cerco / Chiedo / Voglio / Ho bisogno). 


Il lettore troverà da solo altre occorrenze di questa impostazione ciclica e ritmica che sottolinea, secondo il nostro punto di vista, la natura non ordinativa del pensiero, che procede per giustapposizione dei dati dell'esperienza, si lascia padroneggiare dalla parola che emerge e non la usa nella subordinazione e nella razionalizzazione del vissuto.

D'altra parte l'evidenza della diffusa strategia rimanda anche a un vissuto, quello del bisogno di canto nel quadro della lenta ripresa da una strozzatura della voce e della vita, troppo doloroso per poter essere immediatamente ricomposto nelle armonie organizzatrici del pensiero e che va dunque ascoltato mentre emerge: "per ritrovare / della vita / la forma fondamentale" (p. 46), o, come dice questa composizione che chiude il libro (p. 63), per rammendare di parole la sofferenza provata, che oggi sembra così lontana.

All in all un libro di grande interesse per l'equilibrio tra la forte partecipazione emotiva, la ricerca di una organizzazione omogenea del dettato e lo sforzo di lasciare vedere una poesia spesso ancora statu nascenti, che aiuta ma che non può presumere di essere del tutto e immediatamente salvifica.

Di Anna Martinenghi ci eravamo occupati, più succintamente, in un altro punto del nostro percorso di ricerca sulla poesia locale, al quale sembra giusto qui rimandare per altre informazioni e considerazioni. Meglio ancora, però, l'ascolto della lettura di uno dei suoi testi da questa raccolta, tratta dal suo canale Youtube.













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