Paolo Zignani, Profugo di Babele (poemetto ebraico abusivo), 1992, inedito [aggiornato]
Matrice di tante altre possibili scritture, questo poemetto ebraico abusivo è un corpo a corpo inedito (e datato: 1992) che esce dalla penna poligrafica di Paolo Zignani. Se lo avevamo incontrato in altra sede intento, più giovane e in chiave pubblica, a inflessioni modernistiche e montaliane, qui lo troviamo in uno spazio animato da una diegesi dylaniana (voglio dire Bob Dylan, certo in una mediazione a monte alla Dylan Thomas, Allen Ginsberg etc.) e un incedere alternativo tra il critico-satirico, l’onirico e il lirico, in ampia consonanza di modi con quel Leopardi tardo che è una delle sue passioni.
Frutto provvisorio e irripetibile, precaria sintesi nell'equilibrio di un momento specifico di vita e relazione, il poemetto rende meglio letto per profili:
a) lirico:c) onirico, segnato dal tema ricorrente di una donna Lilith e compagna che è il vero motore del testo:
Commenti
Posta un commento