Storia della poesia su "Punto a Capo": Raffaele Angelino e lo "schiumoso Lambro" (anno VI, n. 1, gennaio 1982)
Tristemente celebre, ormai, più che per gli un tempo pregiati e suoi omofonici gàmber, per il disastro ambientale della Lombarda Petroli (23.02.2010), il più noto tra i fiumi milanesi fa capolino su "Punto A capo" in una poesia di Raffaele Angelino, autopresentata, ahinoi ancora attuale nella sua polemica politica e morale soprattutto quando si sta per varare una norma identitaria sulla caccia e sulla gestione della fauna selvatica che va nella direzione meno auspicabile possibile: a dimostrazione che le esigenze di alcuni anni or sono, proprie dei Fridays for Future, di pensare una diversa organizzazione sociale in vista della lotta contro il degrado ambientale rimangono per gran parte dell'orizzonte politico estranee, e le signature laws dei trend internazionali dominanti vogliono la natura come risorsa, come monetizzabilità e come business (e quindi vedremo la possibilità del fine di lucro nella gestione faunistico-venatoria).
Angelino si limita, in altro contesto, a notare che la denaturalizzazione e desacralizzazione del fiume non è ineluttabile, e che le diseguaglianze interne al sistema hanno definito l'asimmetria della distribuzione degli svantaggi dell'inquinamento e del vilipendio dell'ambiente (i "filtri" sono finiti in "Svizzera").
Una poesia di quarantacinque anni fa, una dinamica sociale non ancora bloccata, una soglia per salvarci da un disastro collettivo sempre più stretta.


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