Storia della poesia su "Punto a Capo": Raffaele Angelino e il terremoto (anno V, n. 9-10, ott.-nov. 1981)
La costitutiva apertura sociale e politica dell'area demoproletaria, che si esprimeva in "Punto a Capo", trovava spazio naturalmente anche nella poesia e dell'analisi della sua finalizzazione militante.
Raffaele Angelino, una firma che ritroveremo, presenta qui una sua composizione sul terremoto, con un ampio articolo introduttivo.
Lasciamo nell'anastatica la réclame (così allora l'avremmo chiamata) di uno dei dettaglianti vicini a quell'area e alla sua esperienza, che molti ricordano, testimonianza della scena sociale complessa attorno a "Punto a Capo" e al suo ambiente, non certo plumbea e ortodossa come un retrobottega di partito, ma variegata, piena di umanità e di valori alternativi.
Per chi non lo ricordasse, il terremoto negli anni 1980-1981 era, come spesso in Italia, argomento purtroppo caldissimo anche sotto il profilo politico: dal sisma irpino del 23 novembre 1980, al terremoto di Mazara del 7 giugno 1981, a quello di Campania e Basilicata del luglio del medesimo anno, i gravi danni portarono come di consueto, quale loro consustanziale strascico, la polemica sulla gestione dei soccorsi e i sospetti, spesso confermati, sulla successiva scorretta distribuzione degli aiuti e delle sovvenzioni (qualche lettrice o lettore forse non dimentica che l'inchiesta su Mazara del Vallo fu avviata da Paolo Borsellino). A tali temi si riferisce Angelino nella sua prosa di accompagnamento.

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