Cronache da Urgnano, Imago Fabulae



Come da precedente post l'happening creativo-espressivo presso la Rocca Albani di Urgnano si è regolarmente svolto il 9 e 10 maggio uu.ss., con una quadruplice articolazione. Oltre ai tre spazi previsti nelle sale del primo piano, dove si sono tenute la session di brainstorming creativo sulla narrabilità e narrazione della Rocca (sala delle Grottesche e/o del The), una serie di installazioni con figurante sognante (sala Rossa) e, nell'ultima sala detta dei Satiri, un cooperative contest di installazioni on the spot la mattina del 9 e una free form session musicale nel pomeriggio del 10, il diabolico dispositivo previsto da HeghL Editions e da Francesco Trabattoni ha introdotto fin dal principio un quarto spazio virtuale e reale.

Infatti secondo le disposizioni del Master of Ceremonies i partecipanti al brainstorming creativo, rinserrati a doppia mandata nella sala delle Grottesche, venivano (in realtà a loro saputa) trasmessi in audio nelle altre sale con udibilità ben proiettata fin nel portico e cortile antistanti, dai quali era possibile circolare per tutte le tre sale sotto l'occhio attento dei lavori grafico-pittorici di Monica Scomazzon, alloggiati nel portico. Qua e là è comparso anche il mitico nom de plume di Aimée Carioc, cfr https://www.instagram.com/aimecarioc/.

Si è potuto quindi osservare, da parte di astanti parecchio numerosi soprattutto nella seconda e terza fase del sabato e domenica pomeriggio, la reazione o interazione degli installatori, della figurante, dei musicisti e artisti e del pubblico alle voci provenienti dalla sala del brainstorming: fantasmi in dialogo sulla narrazione della Rocca, evocatori di segni e suoni che attendono poi una trascrizione in un prodotto multimediale o grafico-narrativo e naturalmente in un cofanetto di HeghL Editions che sarà impreziosito, senza meno, dalla magnifica musica alla Jon Hassell, Robert Fripp e Don Cherry (e tanto altro, ma questo ci è venuto in mente) offerta dai cinque musicisti.

All credits come da precedente post - e un format che sarebbe bello proporre anche nel nostro contesto. Oltre che una nuova avventura di dispersione (feconda) della parola.

Splash image: il portico presidiato dalle evocazioni meriniane di Monica Scomazzon. Caos creativo residuo e installazioni seguito.













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