Paolo Zignani, Il sentiero senza fine [aggiornato]
Il raro volume di P. Zignani, apprezzato pubblicista per diverse testate locali e non, e saggista (ricordiamo la sua firma congiunta con F. Gallo a Nietzsche e Schumann. Musica, scrittura, forma e creazione , IISF Press, Napoli, 2021), uscì nel 1986 per Edizioni del Campus di Lodi. Episodio fino ad ora non più ripetutosi di scrittura poetica, vede l'allora giovane autore provarsi ora nella forma brevissima quasimodea, ora nel versicolo ungarettiano, ora in scritture più distese di una poesia dall'incedere colto e articolato ispirato a una tradizione alta tra sec. XIX e primo sec. XX. La voce più personale, secondo noi, si trova in alcuni componimenti più orientati a una scrittura modernistica, dei quali ci piace ricordare XXXIV: M'ammargino, e la mia scialbatura si dissipa, vana figura dell'anima che non sa sembrare. Ma tu nel tuo dolceguardare non riconosci di me che quest'impronta fasulla, disegnata da un'onda di tempo, dove voce o destino non sono ...