(Maria) Carmen Zoppi-Erminio Zanenga, Antipodi
Il raro volume del 2001 (Editoriale Sette, Firenze) è reperibile nel nostro territorio soltanto presso la biblioteca di Fiesco ed è uno di quelli sfuggiti alla tracciatura nella rassegna degli otto articoli su "Insula Fulcheria" di cui ai post precedenti.
I due autori, lontani una generazione (1961 Zoppi, 1979 Zanenga) e al tempo del volume residenti a Fiesco, intavolano un dialogo attraverso due parti intitolate con i rispettivi nomi, manifestamente diverse per stile e tono. Zoppi tratta il testo rimanendo dentro un'idea di poesia colta e introspettiva, che non si crogiola nel culturalismo ma non vuole nemmeno essere ingenua e leziosamente spontanea. Poesia riflessiva, con al centro il tema del rapporto con il divino e la comprensione del proprio posto nella scena del mondo, il saper fare tesoro dell'amore e aprirsi alla condivisione del sentimento. Tra le diverse scritture, proponiamo quanto segue:
Il gioco delle parti
Distesa di sabbia
attendo il mare
le sue furtive gocce
dinanzi al cielo
cristallino lascioo
sconfinare la mente
e il corpo ride
libero dal male
di vivere solo.
Riflusso d'acqua
attendo la sabbia
le orme di chi passa
in riva al mare
per gioco
o per amore
.
Questa è la Zoppi dionisiaca che preferiamo.
Zanenga, più istintivo e meno interessato a ricondurre la forma alla communis opinio del lettore di poesia, è più diretto e spontaneo, sia pure inframmezzando ricordi biblici o catulliani qua e là; i componimenti, quasi tutti datati, sono tracce diaristiche degli interrogativi della sua esperienza, Una ne trascegliamo:
17 MARZO
Gioco di prestigio
profetando
parole magiche:
NASCO GIUSTO NELLA SOSTANZA,
LORO COME ME, HO MANI UNICHE
Credo
finirò
irrilevante,
vincolato
oggetto
del desiderio di qualcuno.
Gioco di prestigio
profetando
parole magiche:
NASCO GIUSTO NELLA SOSTANZA,
LORO COME ME, HO MANI UNICHE
Credo
finirò
irrilevante,
vincolato
oggetto
del desiderio di qualcuno.
A tutti gi interessati buona lettura.

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