Stefano Goldaniga, dalla slam poetry al libro: Con 3 parole


 Un po' riduttivamente la descrizione del canale online dove questo libro è disponibile lo definisce di "poesia illustrata contemporanea" (cfr. direttamente qui per gli interessati).

C'è qualcosa di più in questo progetto-concept, orgogliosamente autoprodotto (Lotus Lab Pubblicazione Indipendente e stampato presso YouCanPrint, canale che a Crema ha praticato anche Maria Grazia Intra) e portato alle stampe da uno dei personaggi più interessanti della scena locale, alla quale peraltro appartiene in senso lato non essendo Goldaniga certamente un autore strapaesano o interessato all'interlocuzione con il solo pubblico del nostro comprensorio.

Della sua rilevanza come protagonista dell'idioma e della pratica della slam poetry italiana, e di come ne gestisca eventi e promozioni (anche) in Ombriano, già abbiamo detto altrove, cfr. in particolare pp. 278-282.

Qui invece possiamo comprendere le originali forme progettuali con le quali, come recita la quarta di copertina, Goldaniga ha scelto di costruire un "ponte tra l'estemporaneo e il permanente...": il che rimanda alla questione di come un abilissimo ed efficace performer della poesia orale e situazionale si sia confrontato con la concretizzazione della sua ricerca espressiva nel libro.

Il ricco paratesto, con citazioni in esergo da Orwell, loghi di amici, testi di Paolo Agrati, Alice (Andreoli, compagna di vita e performer a sua volta), Dome Bulfaro, Daniele Rossi et alii, si distribuisce intorno e in mezzo a un volume dove scorrono immagini di diversi autori a corredo di ciascun testo, e anche poesie di altri oltre all'autore cui il libro si attribuisce.

Dunque un'opera collettiva che non segue però l'esecuzione di un piano rigido, ma appare più istantanea del punto di equilibrio provvisorio di un gruppo in fusione e in dialogo (qualcuno riconoscerà Sartre). La stessa poesia non ha la misura del verso e almeno a prima vista nemmeno del respiro. Qualche struttura anaforica (cfr. p. 62), l'enfatizzazione tipografica di alcuni termini rimandano a un terreno ben noto alle avanguardie storiche, indeciso se frequentare la poesia (e tipicamente modernistico, di questo lavoro, è il meticoloso sforzo di impiegare frequentemente parole assai puntuali, riferite al mondo zoologico o botanico) o la prosa (e orgogliosamente Goldaniga si definisce "artigiano della prosa", cfr. p. 88).

Detto questo, l'ipersignificazione iconica, tipografica e semantica del testo ne rende lenta l'assimilazione, per cui un giudizio prima facie su cosa ci abbia più colpito è inevitabilmente superficiale.

Sceglieremmo una "poesia" molto umanistica, che si intitola Invecchiare e che ha a che fare, a quanto si capisce, con un coniglietto da compagnia e con la sua progressiva, dolcissima, praeparatio mortis per senescenza (p. 48). Di seguito l'anastatica.


Buona lettura agli interessati per questo lavoro che non è solo il documento di una cultura di nicchia, ma anche la prova, come tale rischiosa, di quale possa essere il posto della creazione linguistica come collante di una idea di comunità e di attenzione reciproca.

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